Anche quest'anno, in occasione del giorno dedicato a San Martino, abbiamo organizzato una gustosa castagnata a scuola ma, a differenza degli anni passati, questa volta le castagne le abbiamo fatte bollire. E non poteva essere altrimenti, visto che quest'anno il progetto didattico presenta come tematica proprio l'acqua. I bambini hanno sbucciato le castagne, poi abbiamo colto nel nostro giardino delle foglie di alloro e i rametti di rosmarino. Abbiamo riversato le castagne e "gli aromi" in una pentola piena d'acqua e poi messe a bollire. La scuola si è riempita di un profumo antico e inusuale per i nostri bimbi, visto che la maggior parte di essi ha riferito di non aver mai mangiato le castagne cotte in questa maniera. Poi ovviamente la parte più attesa: in salone abbiamo radunato tutti i bambini per l'attesa degustazione.Ist. Comp. Stat. "Zippilli-Noè Lucidi" di Teramo. Educazione pre-scolare per bambini dai 3 ai 5 anni
Visualizzazione post con etichetta educazione alimentare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta educazione alimentare. Mostra tutti i post
mercoledì 16 novembre 2011
CASTAGNATA A SCUOLA
Anche quest'anno, in occasione del giorno dedicato a San Martino, abbiamo organizzato una gustosa castagnata a scuola ma, a differenza degli anni passati, questa volta le castagne le abbiamo fatte bollire. E non poteva essere altrimenti, visto che quest'anno il progetto didattico presenta come tematica proprio l'acqua. I bambini hanno sbucciato le castagne, poi abbiamo colto nel nostro giardino delle foglie di alloro e i rametti di rosmarino. Abbiamo riversato le castagne e "gli aromi" in una pentola piena d'acqua e poi messe a bollire. La scuola si è riempita di un profumo antico e inusuale per i nostri bimbi, visto che la maggior parte di essi ha riferito di non aver mai mangiato le castagne cotte in questa maniera. Poi ovviamente la parte più attesa: in salone abbiamo radunato tutti i bambini per l'attesa degustazione.
Etichette:
acqua,
castagna,
educazione alimentare,
erbe aromatiche
lunedì 11 aprile 2011
MARIO CI INSEGNA A FARE IL COMPOST
Etichette:
compost,
educazione alimentare,
educazione ambientale,
orto,
progetto annuale
martedì 5 aprile 2011
W LA PAPPA CON LA VERDURA!
Finalmente il nostro orto comincia a dare frutti, una ghiotta occasione per fare i conti a tavola con le poco amate verdure.
Insieme alla cuoca Rita siamo andati a cogliere le verdure nel nostro orticello per preparare il minestrone, portando in cucina anche gli spinaci. Poi Rita ce li ha cotti con la pasta ma questa volta senza frullarli. Alla vista di que pezzettini colorati, alcuni bambini hanno mostrato titubanza, ma non potevano rifiutare il prodotto di quel semino interrato qualche tempo prima, così, facendosi coraggio, hanno assaggiato le verdurine. Ma che bontà! Non credevano potessero essere tanto deliziose. Mangiare insieme qualcosa di "proprio", facilita nel bambino la degustazione di quegli alimenti che a casa non mangerebbe mai, in realtà è bene abituare il proprio figlio a mangiare tutto, perchè proprio a questa età si vanno a creare quelle abitudini alimentari che si presenteranno anche in età adulta. E' bene, ad esempio, abituare il bambino al consumo di acqua escludendo le bevande gassate, stimolarlo al consumo quotidiano di frutta e verdura non perdendo occasione per fargli vivere esperienze di movimento all'aria aperta, riducendo al minimo il tempo passato davanti alla tv o al computer
Etichette:
alimentazione,
educazione alimentare,
Progetti didattici
GIOCANDO SI IMPARA!
I bambini di 5 anni stanno sviluppando alcuni approfondimenti riguardo il valore nutritivo degli alimenti: attraverso la videoproiezione di un cartone animato didattico, hanno potuto scorpire il meraviglioso mondo della nutrizione. E proprio in riferimento alla conoscenza di un alimento che non può mancare nella dieta dei bambini, il latte, hanno potuto sperimentare a scuola un divertentissimo gioco che li ha molto coinvolti (anche perchè prevede l'uso del monopattino...). Dopo aver scoperto che nel latte ci sono due sostanze molto importanti che aiutano i bambini a crescere: il calcio e la vitamina D, abbiamo illustrato ai bambini la modalità con cui la vitamina D, facilita il deposito del calcio nelle ossa. Per far in modo che il bambino comprendesse meglio tali tematiche, abbiamo proposto un gioco motorio particolare: procurati dei monopattini, i bambini hanno potuto vivere direttamente l'esperienza di essere vicendevolmente vitamina D o particella di calcio e concorrere alla costruzione di una sagoma posizionata nel salone. Il gioco, oltre a divertirli, ha consolidato nei bambini un concetto che, essendo troppo astratto, non riuscivano a comprendere. In più hanno potuto svolgere un'ora di sana attività motoria, durante la quale è stato possibile sperimentare le personali abilità di equilibrio...
Etichette:
Attività motoria,
educazione alimentare,
Progetti didattici
martedì 29 marzo 2011
INFORNIAMO I BISCOTTI PER IMPARARE A MANGIARE!
Un progetto volto all'educazione alimentare che si rispetti, non può prescindere dalla preparazione, da parte dei bambini, di piccole ricette che richiedono l'utilizzo di ingredienti naturali, privi di conservanti e che vanno consumati in fretta altrimenti si deteriorano con facilità. Le cose genuine non potranno giacere per troppo tempo nelle nostre dispense, e i bambini comprendono appieno, attraverso il loro mettere le mani in pasta, la differenza che intercorre tra una merendina e i loro ghiotti biscotti. Mettere le mani in mezzo alla farina, mescolarla con le uova, vedere l'olio (rigorosamente l'extravergine d'oliva) scivolare nell'impasto aiuta i bambini di 3 anni a riflettere sulla consistenza della materia e sulle diverse caratteristiche degli ingredienti. Si divertono, esplorano con le loro manine, comprendono e imparano. Il pensiero di un bambino passa dalle dita...Nulla comprende se non tocca, pasticcia, schiaccia, impugna e, non di rado, assaggia! Allora lasciamo che i nostri figli anche a casa abbiano la possibilità di preparare piccole ricette che li gratifichino e li invoglino a scegliere e mangiare cose sane.
Etichette:
educazione alimentare,
Progetti didattici,
progetto annuale
mercoledì 16 febbraio 2011
PREPARIAMO UN CIAMBELLONE CON L'AIUTO DELLA CUOCA
Questa mattina la cuoca Rita è tornata in aiuto dei bambini di 5 anni, questa volta la ricetta era più ambiziosa: preparare un ciambellone.
Aggiungere lo zucchero (circa 3 cucchiai)...


zucchero e mescolare

Abbiamo versato il contenuto nello stampo che la cuoca ha poi sistemato in forno.
...Poi, un pò più complicato, rompere le uova (sei con la precisione)!
Aggiungere lo zucchero (circa 3 cucchiai)...
Grattuggiare un pò di limone per insaporire,
zucchero e mescolare
Abbiamo versato il contenuto nello stampo che la cuoca ha poi sistemato in forno.
Dopo un'ora di cottura, la soddisfazione è stata tanta. Vi assicuriamo, care mamme, che era molto più buono di quello che preparate voi! Non ci credete? Proviamolo a fare a casa insieme.
Etichette:
alimentazione,
educazione alimentare,
ricette
martedì 8 febbraio 2011
NELLA BELLA FATTORIA IAH IAH OH...
Un inatteso ma ben gradito sole, dal sapore quasi primaverile, ci ha accompagnati durante la visita didattica all'azienda agricola di Ponzano dei fratelli Di Domenicantonio. Ad attenderci il signor Gaspare e un intenso profumo di... che ha risvegliato le narici sopite dei baldi giovanotti di città! Andare a visitare una fattoria per i bambini è sempre un momento particolare e ricco di emozioni che le giovani generazioni , non avvezze al contatto diretto con la natura, vivono in un clima di stupore ed eccitazione. Se poi la fattoria in questione, com'è quella gestita da Gaspare, permette ai bambini di muoversi in libertà tra animali di diversa specie, il discorso si fa ancor più interessante e significativo. Siamo arrivati in fattoria verso le ore 10.00 e siamo rientrati a scuola alle 12.30: due ore e mezza sono sembrate un'eternità tante sono state le iniziative in cui Gaspare (e il piccolo Francesco) ci ha coinvolto! Inizialmente siamo andati a visitare le mucche e abbiamo assistito alla mungitura fatta a mano e poi con i macchinari: un pò di suspance quando la mucca prescelta dimostrava poca dimistichezza ad esibirsi in pubblico.. Subito a seguire una ricca colazione a base di rpodotti nostrani, preparati dalla nonna e dalla mamma del piccolo Francesco: anche i palati più restii hanno dovuto cedere alla vista delle frittelline farcite con la lonza, fette di pane con assogna, olio, patè di olive e salsiccia, biscotti e.. tante gustose prelibatezze! A pance piene poi, abbiamo assistito ad una breve dimostrazione di come è possibile trasformare il latte in formaggio e a conclusione uno dei momenti più attesi dalla sazia scolaresca: la visita agli animali! Immaginate cinquanta bambini liberi di scorrazzare dietro agnellini, conigli, galline porcellini, quaglie, cani, tacchini, galline... Saranno sicuramente ricche le narrazioni dei bambini a tal proposito e allora non possiamo che lasciare ai vostri figli il gusto del racconto.
PER INFO: azienda agricola-frantoio f.lli Di Domenicantonio
Ponzano-Nepezzano Teramo
tel. 0861.550142
lunedì 10 gennaio 2011
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Pubblichiamo un interessante articolo riguardante l'educazione alimentare apparso su "Prima Pagina" nel mese di dicembre 2010. EDUCAZIONE ALIMENTARE: LA FAMIGLIA NON VA LASCIATA SOLA
E' la famiglia che trasmette la cultura alimentare e il processo che conduce all’acquisizione di un modello alimentare è simile all’apprendimento del linguaggio.Esso è fatto di tante piccole acquisizioni sensoriali, che creano rassicurazione rispetto all’inserimento di nuovi alimenti che pian pianino entrano a far parte delback ground alimentare di ogni bambino. Ogni nuovo alimento acquisito è un vocabolo in più che arricchisce il lessico alimentare del piccolo, dandogli la possibilità di esercitare una più ampia opportunità di gestione delle scelte alimentari. La scuola e l’educazione alimentare possono sinergizzare e direzionare verso la consapevolezza e l’equilibrio. In altre parole possono infl uire sulla grammatica e sulla sintassi dell’alimentazione, contribuendo a defi nire l’appropriatezza e la qualità delle scelte, ma poco effetto sortiscono relativamente alla capacità di modifi care abitudini acquisite e rinforzate dai rispettivi contesti familiari. La diffi coltà odierna nei confronti del cibo e la conseguente patologia del comportamento alimentare fanno da specchio alle problematiche relazionali intrafamiliari e alla crescente complessità del nostro vivere sociale, che non ha ancora acquisito validi modelli di riferimento. E’ notorio che ognuno di noi per avventurarsi nella vita ha bisogno di passare attraverso stadi rassicuranti. Il luogo più sicuro e rassicurante è stato certamente il grembo materno nel qualel’energia vitale fl uiva direttamente dal sangue materno, ma questa purtroppo rappresenta quella fase di passività verso la quale regrediamo ogni volta che ci troviamo ad affrontare importanti diffi coltà. Già da lattanti, abbiamo iniziato a sforzarci un po’ succhiando l’energia vitale dal seno materno. Ma che fatica alimentarsi senza una madre garante della trasmissione di una scala di valori e di un sistema alimentare all’interno di una cornice stabile e conosciuta mediata da un sistema familiare effi ciente! Ancora più faticoso prendere fi ducia nel cibo, quando intorno a noi, invece di una comunità promuovente ed egosintonica, ci si vede circondati da gente rassegnata all’obesità che ne fa un uso tossico o, al contrario, da gente che sta sempre a dieta o che rifi uta il cibo come se fosse un nemico da combattere. Occorre, dunque, avere la fortuna di imparare a mangiare in un contesto armonioso per avere un rapporto equilibrato e ponderato con il cibo. Altrimenti ci si perde e si ha bisogno di lunghi percorsi riabilitativi per riacquistare una relazione armonica con il cibo e con il proprio corpo. La riabilitazione psiconutrizionale attuata presso il centro di riferimento regionale di fisiopatologia della nutrizione di Giulianova interviene proprio per ristabilire il giusto equilibrio relazionale con il cibo, con il corpo, con gli altri, e per ripartire rispetto al percorso di crescita che si è bloccato e che si esprime in un corpo che attraversoobesità o deperimento ha perso la sintonia e l’armonia con l’ambiente sociale circostante. Spesso non rifl ettiamo sul fatto che, nella nostra troppo rapida evoluzione socioculturale, abbiamo stravolto molte usanze e abbiamo perso molti strumenti che prima avevamo per poter conoscere e costruire relazioni stabili e costruttive. La proverbiale ospitalità del nostro popolo aveva un fi ne ben preciso che era quello di analizzare e di vagliare, prima di entrare in confi denza con chicchessia, punti di vista, sentimenti, pensieri, ideali, intenzioni e azioni. In questo contesto relazionale il cibo costituiva una parte molto importante perché diventava il fulcro della relazione e consentiva un osservatorio privilegiato che offriva particolare attenzione all’ospite, verificandone tutti gli aspetti della sua identità e autenticità. Inoltre il cibo “buono” non era sempre disponibile, ma era anche atteso in occasioni importanti e suscitava l’attivismo e la partecipazione di madri, nonne, zie e vicine di casa. La cucina che rappresentava il grande laboratorio della manipolazione dei cibi diventava il luogo in cui avvenivano scambi di esperienze e riproduceva uno scenario quasi teatrale in cui le donne si esprimevano con gesti ampi, rassicuranti e generosi e evocavano baliatiche nostalgie. I bambini stessi partecipavano divertiti al teatrino e non erano scacciati né distratti e impegnati dalla televisione, ma giocando sotto i tavoli delle odorose cucine, aspettavano magari di poter rubare con gesti fulminei qualche leccornia. Qui avveniva magicamente la trasmissione dell’energia vitale del sapere e della conoscenza che è il motore che spinge ad avventurarci nella nostra personale ricerca: il cibo attraverso questa via entrava nella memoria perché rimaneva legato alla mente dall’esperienza olfattoria che incide molto più profondamente di qualsiasi altra esperienza sensoriale. Oggi, la disponibilità quotidiana di ognicosa e di qualsiasi alimento, la mancanza del tempo da dedicare alla conoscenza dell’altro e alla elaborazione del cibo “buono”, la mancanza dell’apprezzamento olfattorio del cibo e delle sue complesse elaborazioni, alimentano superficialità, diffi denza, squilibrio e disgusto, così frequenti tra i ragazzi. L’occasione, l’attesa, la curiosità, animano il gusto, mentre l’eccesso del cibo e la mortifi cazione della sensorialità producono disgusto. Il cibo,inoltre, non ha più connotazioni affettive perché non è più identifi cato come l’anima e il collante delle relazioni. La mancanza di gusto, scriveva Guy De Maupassant, “significa possedere una bocca stupida, così come si può avere una mente sciocca”. Ne deriva che, a causa dell’invadenza e dello strapotere dell’informazione e della tecnologia, rischiamo di diventare idioti e saccenti, senza esserne coscienti, perché tutto appare indispensabile e inevitabile. Tuttavia nulla passa al vaglio attento della nostrasensorialità, per cui ci troviamo costretti ad ingurgitare senza assaporare, a sentirci spiacevolmente sazi senza aver apprezzato il piacere di mangiare. Si sa tutto, si è informati di tutto, ma al tempo stesso, per effetto della sovraesposizione a dati e immagini, non si è più in grado di assimilare e di rifl ettere su nulla. Tutto scorre, ma in cervelli saturi di informazioni e vuoti di pensiero, in corpi grassi, ma ancora affamati. Tutti hanno tutto o aspirano ad avere tutto, ma il consumo ha consumato il consumatore. Si scivola insensibilmente in una condizione in cui non c’è più tempo per desiderare, degustare, conoscere, integrare, ma possiamo solo ingurgitare, rifiutare, emarginare, vomitare. Questa nuova condizione sta producendo una generazione di ragazzi che tendono ad una semplifi cazione gustativa e olfattiva e che sono maggiormente infl uenzati dall’immagine dell’alimento, in opposizione alle lungaggini della preparazione del cibo e inopposizione alle regole della sana alimentazione che richiedono l’uso indispensabile ed appropriato della cucina “laboratorio” . Oggi la cucina è arricchita di nuove tecnologie che rendono molto più facile l’elaborazione del cibo, ma questa possibilità è praticata solo da chi da il giusto valore a questo aspetto. All’alimento cucinato, di cui i ragazzi non sono più abituati a condividere i processi di produzione, si preferisce l’alimento assemblato, di cui i giovani riescono più facilmentead infl uenzarne la composizione, attraverso la scelta dei vari alimenti che possono essere inseriti in un panino o in una pizza, come in un puzzle; in fondo la società stessa spinge verso soluzioni alimentari semplifi cate. Poco può l’educazione alimentare, intesa come ragionamento scientifi co o dimostrazione pratica per convincere il bambino a mangiare il giusto; i ragazzi hanno maggior fiducia di ciò che vedono e vivono (e quindi di ciò che artatamente gli vien dato di vedere e vivere) che non di ciò che sentono. Per concludere l’educazione alimentare non può essere efficace ove non si lavori, in modo coerente ed unanime, al risveglio di un orgoglio identitario e di modalità tipicamente abruzzesi, non solo gastronomiche, di saper vivere come spazio emotivo e di memoria il nostroterritorio, pur nel suo complesso percorso di trasformazione e di modernizzazione. Per far ciò è necessaria la famiglia, ma è indispensabile anche la presenza e la coerenza della società civile.
A cura di PAOLO DE CRISTOFARO - DIRETTORE CENTRO REGIONALE DI FISIOPATOLOGIA DELLA NUTRIZIONE ASL TERAMO
Etichette:
alimentazione,
Articoli,
educazione alimentare
venerdì 17 dicembre 2010
PICCOLI CONTADINI CRESCONO
Ancora una stimolante esperienza vissuta dai bambini di 5 anni a scuola. Questa volta al centro del loro interesse, un gesto di antico sapore: la semina. Durante il laboratorio artistico svolto in pinacoteca, i bambini hanno realizzato una zolla d'orto utilizzando terra mista a colla e alcune garzine con le quali coprire i semi sistemati nella terra. Focalizzato l'attenzione su come un semino cresce e matura, a scuola è stata ripresentata l'esperienza coinvolgendo gli alunni però in un momento reale di semina. Prima ancora di iniziare, gran parte dei bimbi ha messo in evidenza l'importanza dell'acqua e del sole affinchè il seme possa germogliare, alcuni hanno anche ipotizzato che il semino ha bisogno di tanta forza per spingere la piantina fuori dal terreno. Si è provveduto dunque a prendere un contenitore grande di plastica trasparente (tanto da consentire al bambino di poter, in seguito, osservare le radici) che i bambini hanno riempito di terra. Poi ognuno di loro ha sistemato, in questo spazio comune, una lenticchia e un fagiolo che, ricoperti con la terra, sono stati amorevolmente innaffiati. A scuola i bambini si prenderanno cura della loro zolla d'orto, controllando di volta in volta gli sviluppi. Però ci è sembrato opportuno resposabilizzare ulteriormente ogni bambino, facendogli preparare un vasetto nel quale seminare il prezzemolo: il giovane contadino riporterà il vasetto a casa e se ne prenderà cura aspettando che il semino produca una preziosa piantina; penseranno poi mamma e papà ad utilizzarla in cucina, abituando il piccolo al consumo di erbe aromatiche e spezie.
Etichette:
educazione alimentare,
orto,
pinacoteca
lunedì 6 dicembre 2010
I BAMBINI DI SEI ANNI TORNANO A SCUOLA
Venerdì si è svolto il tradizionale incontro tra i bambini di 5 anni e i loro amici passati alla scuola primaria. Qualche giorno prima i nostri alunni hanno iniziato i preparativi per accogliere al meglio gli amici più grandi: per prima cosa hanno realizzato dei sacchetti con dentro alcune erbette aromatiche (esiccate qualche tempo prima) da regalare ai loro compagni, poi hanno preparato la merenda a base di pane e miele e pane e olio. L'accoglienza è stata molto movimentata ed emozionate; a gruppetti abbracciavano i loro beniamini più grandi e rivolgevano loro interessate domande sulla scuola "dei grandi". Il pomeriggio è trascorso ripercorrendo alcuni momenti vissuti insieme l'anno scorso, poi i bambini hanno consumato la ghiotta merenda e illustrato ai loro amici le iniziative alimentari avviate in quest'anno scolastico. A conclusione dell'incontro ogni bambino ha regalato ad un amichetto il sacchetto di erbe aromatiche, raccomandando di utilizzarlo per condire il cibo, così da utilizzare poco sale!
Etichette:
continuità,
educazione alimentare,
orto officinale
mercoledì 24 novembre 2010
NONNO PASQUALE A SCUOLA PER INIZIARCI ALL'ANTICO MESTIERE DI CONTADINO
Finalmente abbiamo anche noi un piccolo orto da coltivare! E tutto questo grazie alla disponibilità di quello che i bambini hanno già definito "nonno Pasquale": un simpatico signore che si diverte a fare il contadino. Pasquale, con l'inseparabile motozappa, ha preparato il terreno da coltivazione, sotto lo sguardo vigile dei bambini, in attesa di mettersi all'opera. Poi è venuto il momento di seminare... E con grande stupore i bambini hanno scoperto che ogni ortaggio ha un tempo di semina e che le stagioni condizionano la maturazione o meno di un prodotto. Allora spazio ai fagioli, alle cipolline, all'insalata..ma per i cocomeri e i pomodori (i più gettonati fra i bambini) bisogna aspettare, non è come al supermercato dove puoi acquistare tutto quello che vuoi! E che divertimento è stato buttare i semini nella terra, vedere nonno Pasquale con la sua palettina ricoprire i nostri preziosi tesori. Poi Pasquale ci ha anche detto che la luna in qualche maniera incide sulla bontà di un raccolto...Ma quello delle fasi lunari è un discorso che ancora è poco chiaro, lo approfondiremo in un luogo più idoneo...
Etichette:
alimentazione,
educazione alimentare,
orto,
Progetti didattici
Iscriviti a:
Post (Atom)




